lunedì, gennaio 11, 2010

La Storia di Barcellona

Barcellona è una città settentrionale del sud, cioè progressista, laboriosa, borghese ed europea, ma anche tradizionalista, popolare, mediterranea e dal clima gradevole. La tensione esistente fra tradizione e progresso caratterizza sia la città che i suoi quasi due milioni di abitanti.
Barcellona si trova in una pianura che scende dolcemente dalla sierra de Collserola (con il suo monte più alto, il Tibidabo, di 512 metri) fino al mare. Il suo centro politico e geografico è Piazza Sant Jaume, dove si trovano i palazzi Municipale e della Generalitat. Dal poderoso comune non dipende solo la gestione della città ma anche la direzione della Comunità Metropolitana di Barcellona che comprende ventisette municipi situati attorno al Tibidabo dando vita alla Gran Barcellona con tre milioni di abitanti. L'altro palazzo è la sede della Generalitat, o amministrazione della Comunità Autonoma Catalana. La Catalogna, dove vivono attualmente quasi ai sei milioni di abitanti, nacque come "marca" carolingia nel secolo IX, quando la regione stava già abbandonando un lungo passato preistorico fatto di tribù iberiche e poi di colonizzazioni fenice e greche, di dominazione romana, di invasioni gote e, in seguito, maomettane che furono quelle che costrinsero i franche a stabilire una zona difensiva di frontiera. In questo modo nacque lentamente, da una parte e dall'altra della zona orientale dei Pirenei, un nuovo paese formato da contadiche, con il tempo, e grazie a Barcellona, diedero vita ad un paese indipendente prima, e, dopo, al momento della fusione della Catalogna con L'Aragona, ad un regno del quale Barcellona era la capitale.
Verso la fine del secolo XV il regno di Catalogna-Aragona si unì a quello di Castiglia e, agli inizi del secolo XVIII, fu annesso alla Spagna borbonica, perdendo così la sua indipendenza. Era il momento in cui Barcellona, grazie alla spinta commercial-manufatturiera, diventava la città più moderna del paese. Il suo passato indipendente ed il suo carattere moderno definirono, sin da allora, il carattere ambiguo di questa città mediterranea.
Barcellona conserva monumenti e vestigia appartenenti a tutte le sue tappe storiche, ragion per cui è una città molto antica e dai ricordi vivi e svariati. Ciò ne rafforza il tradizionalismo, che si esprime attraverso la religione, fondamentalmente cristiana e dalle forti componenti pagane; attraverso la società, dalle relazioni dirette molto radicate, con un gran peso della famiglia e con individualità fantasiose ed intelligenti; attraverso l'economia fatta di aziende piccole ed agili; attraverso le feste, conservate con naturalezza e gelosia, Attraverso la lingua, il catalano, che si è conservata in città grazie al fatto che vi si sono riversati continuamente gli emigranti provenienti dalla campagna; attraverso la gastronomia, ed in altri campi della cultura di massa e non. Ma Barcellona ha quasi sempre usato la carte del "modernismo", soprattutto per conservare la sua tradizione che può vedersi chiaramente nel periodo medioevale, con un feudalesimo alla francese in tutta la Catalogna ed un Forte sentimento di città libera a Barcellona; nella sua dedicazione, da sempre, al commercio ed alla manifattura tessile (secolo Xiv); nell'industrializzazione agli inizi del secolo XIX; nel gran movimento di recupero culturale e politico detto "Renaixença" (rinascita) nella seconda metà del secolo scorso, seguito dal non meno vitalista e poderoso "Modernisme" (modernismo in catalano), e nei movimenti d'avanguardia del secolo XX. Lo scrittore Vargas Llosa disse che non c'era al mondo nessun'altra città così snob, eccetto Milano. La caccia e cattura della "novità" caratterizza un settore della popolazione e permeabilizza tutta la città. Non c'è, per tanto, da meravigliarsi se parlando della Catalogna e, soprattutto, di Barcellona, ci sia stato qualcuna che abbia parlato di "schizofrenia" dovuta a questa tensione provocata dallo scontro fra tradizionale e nuovo.
Barcellona è adesso una città "chiusa", che non vuole e non può espandersi di più e, per questo , stà restaurando le sue strade e palazzi, stà migliorando i servizi sociali e le condizioni di vita, e stà sostituendo in definitiva la quantità con la qualità. Le sue piazze, rifatte, stanno attirando l'attenzione del mondo. I mesi estivi, prima praticamente inattivi, offrono adesso avvenimenti sportivi, commerciali e culturali in numero e qualità crescenti. I Giochi Olimpici del 1992 fanno si che Barcellona sia ancor più settentrionale e meridionale.

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